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cappella antrona inaugurazione 17

ANTRONA – 9-10-2017- E' stato inaugurato domenica, nel corso della camminata antronesca, il restauro della cappella raffigurante la Sacra famiglia in località Madonna delle grazie.  Situata lungo sentiero che da Rovesca conduce ad  Antronapiana. Alla cerimonia erano presenti don Luigi Tramonti, rappresentanti del Cai, il sindaco di Antrona Claudio Simona, il vicesindaco Marcello Valterio, il sindaco di Borgomezzavalle Alberto Preioni,  il presidente dell'Associazione culturale Giovan Pietro Vanni Pier Franco Midali e i partecipanti alla camminata.  A promuovere l’opera di restauro, l’Associazione Culturale Giovan Pietro Vanni,  da tempo attenta al recupero degli edifici di culto secondari e alle edicole votive.  L'intervento di restauro è stato eseguito  dall’artista Giorgio da Valeggia.  La cappella fu edificata, stante quanto ancora riportato nel timpano, nel 1727. Presumibilmente però, l’antico edificio di culto era già presente nel XVII secolo lungo l’itinerario che gli antronesi utilizzavano per recarsi o ritornane nel fondovalle, eretto quale ringraziamento per lo scampato pericolo della peste di manzoniana. All’interno della cappella è affrescata l’immagine della Sacra Famiglia quale figura centrale della struttura. La Vergine che reca in braccio il Bambino, ha alla sua sinistra l’immagine di S. Giuseppe intento a donarle un bocciolo di rose.  Sulle pareti laterali del vano cappella, erano presenti le figure di due santi di cui si ignora l’iconografia a causa della loro scomparsa. Gli stessi vennero poi sostituiti con  due pannelli lignei recanti le immagini di S. Antonio da Padova a destra e di S. Rita da Cascia  a sinistra del vano cappella tutt’oggi esistenti e in buono stato conservativo. “La cappella fu edificata o presumibilmente riedificata a seguito di un crollo di cui non si conoscono le cause, nel lontano 1727.  Interessante risulta essere l’analisi dell’affresco centrale del vano cappella.  “Da subito colpisce- spiega Pier Franco Midali dell'associazione Giovan Pietro Vanni - la doppia collana di corallo che il Bambino in braccio alla Vergine reca sul collo.  Le collane o gli amuleti di corallo, soprattutto nella pittura cinquecentesca ma anche in quella dei secoli successivi, servivano per proteggere i bambini dalle streghe e dai malefici. La simbologia cosiddetta “pagana” atta alla protezione contro le stregonerie e gli incantesimi venne poi  fatta propria nel corso dei secoli dal Cristianesimo. Un’altra raffigurazione degna di nota è il rametto con i tre boccioli di rosa che S. Giuseppe reca nella mano destra nell’intento di offrirlo alla Vergine e al Bambino che le tende la manina. Visibilissimo in questo contesto il simbolismo della Trinità e del rosario”.


Mary Borri

 

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