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SANTA MARIA MAGGIORE - 16-11-2018 - Ieri
a Santa Maria Maggiore, Minplus, progetto di cooperazione trasfrontaliera tra Ciss Ossola e Canton Ticino, ha mosso il suo primo passo.
Costruire un modello di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati che sia esportabile in tutta Europa (si parla di un progetto Interreg, dunque finanziato con fondi europei) è l'obiettivo del progetto presentato durante il convegno che ha visto nella sua prima parte, anche la partecipazione dell'assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte, Augusto Ferrari.
"Si tratta di costruire assieme buone prassi per accogliere e accompagnare questi giovani nei loro percorsi di vita - spiega il direttore del Ciss Ossola, Mauro Ferrari - Occorre quindi attrezzarsi per fornire risposte omogenee nell'ambito di un meccanismo che sia spendibile in tutta Europa e che va dall'accoglienza, all'alfabetizzazione, allo studio o all'apprendistato.
Abbiamo tre anni per realizzarlo - prosegue Ferrari - o per meglio dire per giungere a quel prontuario delle buone pratiche che non tende a realizzare prassi pre costruite, ma piuttosto a mettere in campo azioni che abbiano ripercussioni positive su chi è accolto e chi accoglie". Dalla formazione degli operatori, ad un focus sulla comunicazione (a marzo è in programma un incontro con i media elvetici per diffondere un'adeguata comunicazione del fenomeno migratorio) alla rilevazione stessa del fenomeno (con l'apporto del Centro Studi Einaudi di Torino), Minplus si caratterizza per complessità, com'è giusto in tema così delicato. Ad Oggi In Italia, l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati segue le stesse linee di presa in carico un qualsiasi minore. Un affidamento ad una comunità ( o a una famiglia), la nomina da parte del tribunale dei minori di un tutore che ne segua la crescita sino al raggiungimento della maggiore età. Diversa invece la situazione in Svizzera, dove esistono appositi centri d'accoglienza per i minori stranieri. (a.d)


