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ORNAVASSO - 23-05-2022 -- Dopo una pausa di tre settimane, riprendono oggi, lunedì 23 maggio, gli scavi archeologici nella necropoli di Ornavasso, frequentata dagli antichi Leponzi e poi dai Romani, dal II secolo a.C. al V secolo d.C. La campagna è diretta dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio- Ossola e Vercelli (dott.ssa Elisa Lanza) e condotta sul campo dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (dott. Giorgio Baratti).
Le indagini si inseriscono in un progetto di ricerca a vasto raggio, che ha visto la luce qualche anno fa nell’ambito del programma di valorizzazione del patrimonio archeologico di Ornavasso, intrapreso mediante la cooperazione tra Comune, Soprintendenza di Novara e “Museo Enrico Bianchetti” (Sezione archeologica del Museo del Paesaggio di Verbania), grazie al sindaco, Filippo Cigala Fulgosi, promotore dell’iniziativa insieme alla prof.ssa Paola Piana Agostinetti, studiosa di fama internazionale, da sempre dedita allo studio dell’antica civiltà leponzia.
Gli scavi, che hanno preso avvio nel 2021, sono finanziati mediante erogazioni liberali di privati che hanno usufruito del credito di imposta “Art Bonus”.
Nel primo periodo, dal 4 al 30 aprile 2022, hanno partecipato alla campagna archeologica 15 studenti dell’Università Cattolica, molti dei quali alla loro prima esperienza sul campo, guidati da Giorgio Baratti, docente di “Metodologia della ricerca archeologica” e di “Etruscologia”, con la dott.ssa Martina Sciortino, collaboratrice dell’Ateneo milanese e archeologa libera professionista.
In località In Persona le indagini hanno portato in luce, accanto alle tombe già indagate da Enrico Bianchetti tra il 1890 e il 1892, una serie di sepolture da lui non intercettate che segnalano la complessa articolazione spaziale della necropoli romana.
A San Bernardo è stata indagata una possente struttura in grandi blocchi di pietra sottostante l’omonimo oratorio seicentesco. È inoltre in corso di verifica la possibile estensione del sepolcreto verso nord-ovest, su una collinetta che sembrerebbe ancora inesplorata. Infine, è stato individuato un ampio fossato profondo più di 2 metri che conserva sul fondo del riempimento i resti di rami e tronchi, una parte dei quali tagliati artificialmente. In assenza di reperti archeologici, saranno le analisi al Carbonio-14 a rivelarne la datazione.
Nei prossimi mesi proseguiranno le ricerche per interpretare i dati scientifici ricavati dallo scavo stratigrafico. Le informazioni acquisite permetteranno di offrire alcune importanti risposte ai molti quesiti rimasti per ora insoluti. Le nuove indagini rivolgeranno uno sguardo più ampio e approfondito al territorio e al paesaggio antico, anche attraverso l’impiego di tecniche non invasive, con l’obiettivo di identificare le eventuali tracce dell’insediamento e delle relative infrastrutture.
Venerdì 3 giugno, alle ore 20.00, presso la Sala Polivalente Ex Società Operaia di Ornavasso, i direttori dello scavo, Elisa Lanza e Giorgio Baratti, presenteranno i risultati preliminari della campagna di scavi archeologici 2022.

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