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PIEMONTE- 27-06-2022-- Il 15 giugno è scaduto il termine per gli esercizi pubblici di dichiarare il possesso di calciobalilla e altri giochi non soggetti a vincita. Se ne è tanto parlato in questi giorni ed è utile fare un po’ di chiarezza.


I cosiddetti giochi meccanici, elettromeccanici e quelli basati sull’abilità, non erano sottoposti ad autorizzazione fino al 2012. Il Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza (Regio Decreto 773/1931, cosiddetto TULPS) all’art. 110 comma VII prevedeva quali giochi dovessero avere l’autorizzazione e ovviamente i giochi senza vincita non vi rientravano. Dobbiamo al governo Monti, con la Legge 228/2012, l’inserimento dei giochi meccanici, elettromeccanici e di abilità tra quelli soggetti ad autorizzazione.

Tuttavia, per circa 8 anni non si è dato seguito a regolamenti applicativi e si è continuato a rinviare il problema. Dobbiamo invece al governo Conte due (con l’art. 104 del Decreto-Legge 104/2020) la sostituzione del comma VII-ter dell’art. 110 TULPS. Questa norma ha delegato il Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei monopoli di definire le regole finalizzate alla produzione di apparecchi e la loro regolamentazione amministrativa. Per tale motivo l’Agenzia delle Dogane ha emanato una serie di determinazioni direttoriali (n. 151294 del 18.05.2021; n. 172999 del 1° giugno 2021 modificata dalla determinazione direttoriale n. 480037 del 16 dicembre 2021; n. 90538 del 24 febbraio 2022 di proroga dei termini per la presentazione delle istanze di rilascio dei nulla osta di esercizio; determinazione Direttore Giochi n. 273612 del 28 luglio 2021) e, da ultimo la Circolare 18/2022 del 19.05.2022 che ha dato attuazione al tutto.


Dunque, entro il 15 giugno 2022 bisognava presentare domanda di autorizzazione nel caso di presenza di calciobalilla, biliardini, tavoli da ping pong, gioco di freccette ecc., insomma tutti i giochi non soggetti a vincita.


Chi ha regolarmente chiesto l’autorizzazione pagherà una tassa annua forfetaria da 510 a 3800 euro (Decreto Ministero delle Finanze 2 febbraio 2009 in Gazzetta Ufficiale 38/2009).


Chi invece verrà sorpreso sprovvisto di autorizzazione, rischia una sanzione da 5.000 a 50.000 euro per ciascun apparecchio e con la chiusura dell'esercizio da trenta a sessanta giorni (art. 110 comma 9 f-quater R.D. 773/1931).