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VILLADOSSOLA- 02-01-2017- La parrocchia di Villadossola ha celebrato

domenica 1 gennaio la messa di preghiera per la Pace nel mondo, durante la quale al posto dell'omelia del parroco c'è stata la testimonianza di una famiglia di Novara che ha ospitato in casa un rifugiato. Nella chiesa della Noga gremita Silvia Tripodina, che con il marito ha partecipato al progetto “ProTetto: un rifugiato a casa mia”, lanciato dalla Caritas italiana e a cui ha aderito anche la Caritas di Novara, ha raccontato ai fedeli come quest'esperienza sia stata arricchente per la famiglia. La coppia, che già ha quattro figlie, ha accolto in casa dal mese di maggio Yahaya che è divenuto parte della loro famiglia: “E' stata un'esperienza bellissima – ha detto Silvia Tripodina - è stato un dono grandissimo che ci ha arricchito”. Yahaya, originario del Ghana, è arrivato in Italia con un barcone nel 2011. “Ho vissuto tanto tempo senza famiglia – ha detto - e discriminato per il colore della mia pelle e per la religione”. Le cose sono cambiate quando è entrato a far parte della famiglia novarese. “Il 15 maggio - ha raccontato - ho partecipato alla prima Comunione di una delle figlie della famiglia ospitante e al termine i fedeli hanno iniziato ad abbracciarmi e dopo alcune settimane molti mi hanno invitato a casa loro. Alcuni mi stanno aiutando nella mia formazione professionale e altri mi stanno dando una mano in vista dell'esame per prendere la patente”. Yahaya sta imparando il mestiere di cuoco e il suo sogno è quello di rimanere in Italia. La Chiesa da sempre diffusamente impegnata con azioni di prossimità verso tutte le vecchie e nuove forme di povertà, fragilità e di bisogno vuole con questo progetto rafforzare il suo impegno accanto ai profughi attraverso la testimonianza viva delle parrocchie, delle famiglie e degli istituti religiosi che hanno deciso di aprire le porte ai più sfortunati per avviare insieme non solo un percorso di accoglienza, ma soprattutto un cammino di incontro tra culture.

Mary Borri