DOMODOSSOLA- 26-01-2017- Sos Ossola interviene sulle recenti
prese di posizione sulla sanità spronando a “volare alto” riorganizzando e rivoluzionando senza sprechi: “La nostra ferma convinzione è che occorra un salto di qualità e di obiettivi per arrestare il declino della "Periferia dell'Impero" come da qualche tempo abbiamo definito la nostra 'Ossola, certamente concentrandoci sulla sanità che è la questione più importante. Dopo sei anni siamo riusciti a fare "digerire" e condividere le nostre idee e considerazioni classiche sull'attacco al punto nascite e al San Biagio sia al sindaco di Domodossola, sia a uno dei comitati al quale una testata ha dato giustamente spazio, che però a noi spesso lesina, e senza evidenziare il cambio di rotta. Stralciamo dal gruppo SOS su facebook, verificabile da tutti, quanto da noi ribadito sin dall'inizio, da un post "pillole di sanità" in data 12 luglio 2011:
"Senza area materno infantile, (strutture, attrezzature e personale), non esiste Dea (dipartimento emergenza e accettazione), l massimo diventa un DEA molto "azzoppato",
Con un Dea azzoppato senza area materno infantile il San Biagio è un ospedale declassato!"
Per andare molto "oltre" le questioni che vogliamo affrontare in tempi ristretti e con il contributo anche di "tecnici" di valore, (come il prof. Leonardo Marino) e di altri rappresentanti non proni al pensiero unico e a indirizzi calati dall'alto, con un neo centralismo che ammazza le periferie e la montagna, è assolutamente necessario:
* riorganizzare i servizi sanitari ospedalieri nei territori di periferia garantendo qualità ed economicità con una stretta connessione tra il nostro secondo livello e il primo; (per noi è a Novara in posizione molto defilata ed eccentrica).
* raccordare servizi sanitari ospedalieri e di territorio non solo decentrando nelle valli, ma anche organizzando un presidio quando più vicino possibile all'ospedale, o anche al suo interno, per assicurare un filtro efficace per il DEA, coinvolgendo medici di famiglia che devono assorbire la guardia medica. Rammentiamo che il country pediatrico col punto nascite, ha filtrato ben seimila persone in un anno, impedendo di andare a ingolfare il Dea a Domodossola intasato, come quello di Verbania, con attese che spesso raggiungono le 8 ore.
* rivisitare l'urgenza ed emergenza del 118 non solo con tempi di reazione più celeri che non sembrano risolti nemmeno con l'elicottero abilitato al volo notturno che si sta sperimentando in questi giorni. Si tenga conto che i tempi utili per assicurare interventi efficaci per pazienti non stabilizzati non dovrebbero superare l'ora, ma anche facendo un salto di qualità con l'adozione di accessi fast-track, (corsia preferenziale), mutuata dall'aereonautica ossia dal triage direttamente ai reparti specialistici quando la patologia è chiaramente individuata bypassando il medico del Ps o Dea. In caso di ricovero o dimissione provvede direttamente il reparto interessato. Per l'Ostetricia accesso diretto in reparto bypassando il medico del Ps o Dea.
Il nostro auspicio è che chi è interessato a questo nostro percorso che vorremo realizzare da subito e nei prossimi mesi, trovi disponibilità da parte anche dei media locali ai quali mi permetto di suggerire di organizzare tavole rotonde.
Noi andremo avanti comunque e abbiamo intenzione di chiedere un incontro anche con la dirigenza dell'ASslVco”.


